Lettera di una ex partner dipendente allo sfigato eterno

Ti dò subito una notizia: scartarmi è stato l’unico vero regalo che tu mi abbia mai fatto. E te ne dò un’altra: l’impegno che alcune di noi mettono nel condividere l’esperienza è finalizzato solo a salvare altre possibili vittime, di voi non ce ne frega un cazzo. Perché siete tanti, e tutti uguali. La parte divertente è che ognuno di voi pensa di essere speciale, unico. Poveracci. E banali. Non sofisticati, come vi piace credere, solo subdoli.

La terza notizia è che tutto quello che proviamo per voi è solo una grandissima pena. Nessuna di noi, infatti, augurerebbe al proprio peggior nemico di vivere il vostro quotidiano ed eterno inferno.

Sí, all’inizio è dura. Lo scarto è uno shock, un trauma. Perché non solo scartate la persona a cui avevate giurato amore eterno, non solo lo fate improvvisamente, ma lo fate con inaudita cattiveria. Il più delle volte lo scarto avviene quando la partner è al culmine di una qualche sciagura personale. Spesso questa sciagura è semplicemente il punto peggiore di una depressione a cui voi l’avete condotta. I primi tempi sono dolorosissimi, le ragioni di tanta malvagità incomprensibili. A ciò si aggiunge la consapevolezza, quasi sempre immediata, di essere state sostituite (già da prima dello scarto) con una nuova partner a cui si riserva lo stesso love bombing usato con noi. Con le stesse parole, le stesse identiche modalità ( i social e gli stati su whatsapp rendono lo svelamento assai semplice ). Perfino le stesse canzoni ( che fantasia, ragazzi). Con la nuova partner siete, naturalmente, nella stessa totale simbiosi vissuta con noi.

Un altro fattore che destabilizza noi scartate è l’immediato cambiamento di personalità. Pur ripetendo all’infinito la stessa identica messinscena voi adattate gusti, abitudini e valori a quelli della nuova partner. A casa della quale, non appena possibile, vi trasferite. Infatti, voi narcisisti covert, il più delle volte non avete una casa. Non vi serve, siete incapaci di vivere da soli. Oltre che spregevoli sanguisughe.

Sí. Comprendere tutto questo, e tutto il resto, ci prende tempo. Mai avremmo immaginato di aver condiviso una larga fetta della nostra permanenza su questo pianeta con dei tali aborti umani. Perché su una cosa avevate ragione. E avevate ragione quando, per farci sentire in colpa, ci dicevate “Sei empatica con tutti tranne che con me”. Già. Noi “sentiamo” tutti, tranne voi. Ma forse, non ci siamo accorte di niente, non abbiamo “sentito” niente, perché niente potevamo sentire. Il niente che siete. Da e per sempre.

Ed ecco l’ultima notizia, caro sfigato. Il mio personale inferno è finito, il tuo non finirà mai.

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