Lettera alla mia (ex) partner dipendente

Mi piacerebbe scartarti e basta. E non aggiungere fatica al lavoro. Ma non posso. Tu, caro il mio ex dispositivo, puoi rappresentare per me un pericolo che va neutralizzato. Il più delle volte non capirai un cazzo di quel che è successo. Grazie al mio lungo e faticoso lavoro, ti sentirai l’unica colpevole per la fine del rapporto. Fino alla morte. Ma capita che tu ti renda conto di tutto. Perció io devo cautelarmi.

Dirò a tutti che sei pazza. E comincerò col dirlo a te, già prima dello scarto. Pazza come tua madre, tuo fratello, eccetera eccetera. Funziona sempre darvi delle pazze legandolo ad una ferita pulsante. E voi una ferita ce l’avete sempre.( Poi, certo, te lo dovrò dire, e con maggiore enfasi, anche dopo lo scarto, quando tu comincerai ad accusarmi di aver avuto la relazione col nuovo dispositivo già prima di scartarti).

Poi comincerò a dirlo a tutti gli altri. È facile convincerli del “dramma” che ho vissuto e della vostra pazzia. Ma guardatevi come siete messe…mi crederanno tutti. O quasi. Sì, devo ammettere che capita, di rado, che qualcuno non ci caschi. Ma coi miscredenti basta tagliare i rapporti. Tagliare rapporti è un lavoro in cui modestamente risulto eccelso.

Il problema vero ( per me, naturalmente) è quando rischiate di rivelare la faccenda al nuovo dispositivo. Ecco, questa è un’eventualità remotissima , assai poco probabile ma non impossibile. Difficilissimo che accada, voi due vi odiate. Siete Due antagoniste. Due nemiche. E io farò tutto il possibile per mantenere questa percezione ed evitare il contatto. Perché non posso rinunciare al nuovo carburante. E soprattutto non posso rischiare di essere scartato.

Tu non lo puoi capire ma essere scartato equivarrebbe a morire. Il nuovo dispositivo deve perció essere assolutamente convinto della tua pazzia. Con lei è assai più semplice che con chiunque altro: controllo ogni suo movimento e ogni suo pensiero.

Peró, diamine, potresti startene quieta e non rompermi più le palle.

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