Lettera alla mia (attuale) partner dipendente

Caro dispositivo ( o partner dipendente), ti dirò sempre (cioè fino a quando non ti scarterò) che ti amo, e mai ti voglio bene. Sai perché? Perché io non voglio il tuo bene, ma esclusivamente il mio. E sì, ti amo. Ma perché amo il modo in cui mi hai messo al centro della tua vita, amo il modo in cui dipendi da me. E ti amerò così finché non smetterai di dipendere, di idolatrarmi. Finché mi terrai sul piedistallo. Finché nutrirai il mio ego. Finché penserai di essere la mia metà. L’anima gemella. Purtroppo non dura. È sempre a termine. E mi spiace ( per me). Ma finisce. Un po’ perché per conquistarti ho dovuto fingere di essere uguale a te, e naturalmente non lo sono, e a lungo andare mi annoio a essere te. E un po’ perché tu tirerai in mezzo, piano piano, un po’ per volta, tutti i tuoi cazzi: tua madre, tua figlia, l’amica bisognosa, o un qualsiasi altro legame che distoglierà l’attenzione da me. E se tu lo fai non mi servi più. Proverò. Proverò tramite la manipolazione ( il gaslighting, dicono i medici) a farti sentire terribilmente in colpa per questo. E a riportarti da me. Ma mi sono accorto che la tecnica che uso a lungo andare distrugge il dispositivo ( sei tu il dispositivo). E il dispositivo mi serve per produrre il carburante, il nutrimento del mio ego. E sarò costretto a scartarti. Non prima però di averti sostituito. C’è sempre una preda in giro, pronta a capitolare dopo un po’ del mio love bombing: luce, sei l’unica, non credevo esistesse davvero l’amore, è la prima volta che ho davvero voglia di far l’amore, e così a lungo, non ho passato un solo giorno della mia vita in palestra-ah neanche tu? ( oppure nuotare mi fa sentire davvero vivo- neanche tu sai stare neanche un giorno senza piscina?), adoro viaggiare ( non muovermi da questo letto) con te, anche tu ami Carver/Cremonini ? siamo perfetti assieme, “picciula” mia.

Ti scarterò di colpo, e tu non reagirai. Perché sarai distrutta. E non capirai. Ma non mi interesserà, dal momento che sarai diventata assolutamente inservibile. Però, tranquilla, può durare a lungo. Per sempre no, ma a lungo sì: investo molto nella messinscena, e l’esercizio di potere ( vederti così confusa e annichilita durante la manipolazione) gratifica comunque. Ma non a sufficienza. Io per vivere ho bisogno di sentirmi Dio, e solo un dispositivo umano può farmici sentire. Dipendo anch’io, come vedi. Sei nutrimento. Senza, muoio. Perció . O sei nutrimento. O sei niente.

Firmato

Un narcisista patologico

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