Proemio

Mi chiamo Penelope e dicono che non ho viaggiato.

Dicono che sono rimasta a casa, rimasta ad aspettare.

Che per questo ero fatta, per tessere e sfilare. E invece.

Io dico. Che.

Chè solo per la mia musa io posso dire.

Nessuno di loro viaggió più di me.

Io ferma io in movimento. Da me e verso me.

Terra di conquista. Alla riconquista.

E contro. Contro gli eroi, gli eroi grazie a me. Alla sottrazione di me a me.

Canto il viaggio feroce verso la terra mia, dove mi dissero non padrona ma serva.

Canto quelli che per me furono porti e per loro scarpe, canto libertà e indipendenza.

Canto la fatica di nominarli e poi di approdarvi.

Canto la strada per la consapevolezza, canto la riconquista dell’istinto, canto la magia della fiducia, e canto la sacralità dell’onestà.

Canto ogni stanza tutta per me.

E canto il bene. Il bene che mi lascia dire cos’è il mio bene.

Dicono che tessevo.

Dicono che sfilavo.

E un po’ è vero.

Vero anche l’inganno. Il loro.

Vero il sudore.

Vero il viaggio.

Vero l’amore.

Vera la voce.

E vera ogni sosta.

Mi chiamo Penelope e sono colei che sa. Che può narrare la sua storia.

©2021 Copyright by Lorenza De Micco. All rights reserved.

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