Meno

Se mentre ascolti la narrazione di questa violenza, e le parole che raccontano della depressione come ragione dell’omicidio del proprio figlio, della colpa condivisa con la madre del bimbo perché lei ha scelto di lasciarlo. Se nonostante tu SAPPIA che questa narrazione è quella giusta perché te l’hanno sempre raccontata così, ti hanno sempre detto che noi donne abbiamo la responsabilità della cura, dell’affetto, della felicità, che dobbiamo sempre continuamente amare nonostante tutto. Se mentre ti dici che è cosí sicuramente, davanti alla tele, davanti a tuo marito, davanti ai tuoi figli, se.

Se mentre ascolti senti una specie di disagio. Come fosse un prurito dietro la schiena, che ci provi a grattarlo via ma, nulla, ci giri intorno e non centri quel millimetro di pelle lì, proprio quello. O se.

Facendo sì col capo al giornalista in tivù, a tuo marito, e insieme a loro a tuo padre, a tuo nonno su su fino ad Adamo, all’insegnante di terza liceo, al tuo primo capufficio, e anche al secondo, alla portinaia, o a tuo figlio che chiede. Se mentre lo chini il capo senti una forza strana, autonoma, antica e senza nome che spinge il capo in alto come a cercare qualcosa che sta più su. Se è così. È così perché tu non sai dare un nome a quel che senti ma quel che senti è molto più vivo e vero di questa storia narrata da migliaia di anni che per diventare vera necessita di una costante narrazione. Perció. Le parole che non hai te le dó io.

Quell’uomo non ha ucciso il figlio perché era depresso, tu lo sai che la depressione non uccide i figli, casomai i figli salvano. Tu lo sai che a uccidere non è stato nemmeno l’amore. Che l’amore non uccide, casomai salva. E lo sai che non ci sono colpe da spartire in questo omicidio. Che di omicidio si tratta. Lo sai. Che si chiama vendetta, e che c’è un unico colpevole. E sai da dove nasce. Dall’idea che tu, proprio tu, puoi essere meno libera, meno autonoma, meno soddisfatta, meno realizzata, meno felice. Meno di un uomo.

©2020 Copyright by Lorenza De Micco. All rights reserved.

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