Figlio mio, ricorda

Figlio mio ricorda,

Che non sei la metà di nessuna mela perché sei nato intero e intero te ne vai per il mondo, a godere della compagnia di altri interi o della tua,

E ricorda figlio mio,

Che non sei il Principe Azzurro, che non hai principesse da salvare, o vuoti da riempire,

Ma solo amore da dare a chi saprà meritare un amore che aggiunge e non sottrae.

Amore, figlio mio, ricorda

Che sei fatto di una sostanza che riempie senza mai rifiutarsi di accogliere, perché sei fatto dell’amore che comincia sempre dall’amore per sè.

E ricorda che l’amore che nega l’amore per sè non è amore.

Che la dipendenza non è amore. Perché l’amore non toglie, l’amore non nega, l’amore non mente.

Figlio mio ricorda sempre che dentro l’amore si sta larghi, si sta liberi, liberi anche di voler star senza.

Dentro l’amore non ci si specchia, dentro l’amore non ci si confonde, dentro l’amore non ci si sopisce.

L’amore non chiede riconoscimento ma rispetto. L’amore non annega la tua essenza ma la esalta. L’amore non chiede che quest’amore soffochi ogni altro amore.

Ricorda figlio mio che è facile confondersi, perché gli amori malati sanno brillare di eccezione. Sanno ammantarsi di straordinario. Sanno gloriarsi di unicità. Ed esaltarsi di perfezione. Perché sono amori bugiardi, recite, artefatti.

Ricorda amore mio che la perfezione non esiste perché se esistesse non saremmo al mondo ma in paradiso.

E ricorda amore mio che per comprendere tutto questo è essenziale amarti.

Amare te, ogni cosa di te, perché ogni cosa di te fa di te ciò che sei. E che tu sei la misura del tuo valore. E il valore è composto anche dalla somma di tutti i tuoi preziosissimi sbagli senza i quali non evolvi, non migliori, non cresci. Accoglili dentro di te. E non chiederti mai come sarebbe potuto essere se solo se. Non sarebbe potuto essere nient’altro, altrimenti lo sarebbe stato. Accarezza la parte di te che ha sbagliato, accarezza ogni parte di te bambina, sofferente, triste e portala con te. Ma mira a costruire un te adulto che guidi, che tenga sempre il timone.

E piangi figlio mio, ogni volta che ne hai voglia. Senza vergogna, senza ritegno, che non c’è vergogna in nessuna emozione, e il trattenere imbriglia, radicalizza e tiene a terra. Mentre tu sei nato per volare.

E ridi figlio mio, soprattutto le volte che ti diranno che non c’è niente da ridere.

E annoiati amore mio, che solo la noia ti costringe a metterti in contatto con te, a sentire te, ad ascoltare te. A riflettere.

E, amore mio, sceglilo sempre tu il tono che devi usare, e le parole da parlare, in questo STAI tu quando scegli di comunicarlo agli altri.

Vai a teatro, ai concerti, in vacanza, a cena fuori, e vacci da solo. Prenditi un week end per riposare da solo con te stesso. Impara a godere della tua compagnia, solo così potrai dare la giusta valenza a quella degli altri.

Amore mio, impara a dire le due parole più difficili del mondo. Dí sí quando è sí e no quando è no.

Sono parole che non necessitano di spiegazioni, di code, di giustificazioni. Sono l’espressione della tua volontà che non deve mai scusarsi col mondo. Sono l’affermazione della tua libertà che non deve chiedere il permesso al mondo. Sono il riflesso della tua indipendenza senza la quale nessuna vita è degna di chiamarsi vita.

2 pensieri su “Figlio mio, ricorda

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