Lettera ad un’amica ex dipendente affettiva

Cara amica, ti scrivo per dirti che lo so.

Lo so che è incastrato nei tuoi pensieri. Lo so che mentre mandi avanti la tua vita, la casa, i figli, l’aborto d’uomo, l’omuncolo, il parto di una genia di mezzi uomini, la sottospecie, è incardinato lì, assieme a ogni ricordo, bellissimi e orrendi ricordi che non scacci.

Lo so che la meravigliosa umanità di cui sei portatrice non si capacita.

Lo so che ti devasti, ancora, nel ricordo di quella improvvisa indifferenza. Le sue spalle voltate in un attimo a tutto l’amore che diceva di sentire. L’istantaneo passaggio da tutto a niente. Il pensiero, che ogni tanto, ancora oggi, torna, di essere la colpevole. Di averlo meritato.

Amica mia, lo so. Che sapere quel che sai che sta accadendo non ti consola. E lo sai perché gliel’hai già visto fare. Tu sai, come lo so io, che sarai oggetto, ancora una volta oggetto, di resettaggio. Lui ti cancellerà. Dirà alla nuova preda, il fresco e delizioso nuovo carburante, che non ha ricordi assieme a te di un amore simile a quello che ora vive. Che tu sei stata un incidente di percorso, s’inventerà un motivo contingente che lo ha legato a te, un misunderstanding oppure una necessità di allora. Aggiungerà che ricorda poco di te, perché ormai non esisti più, ora che ha l’amore vero. Che l’amore con te non era niente di che, che lo faceva meccanicamente, che addirittura pensava che il sesso non gli piacesse. Che mai e poi mai avrebbe pensato di poterlo fare sei volte di fila. Lo sai bene, perché lo ha detto anche a te. Ed ora sai, anche a quella prima di te. Come sai che le sta riservando tutto il resto dell’armamentario, tutti i superlativi, la più intelligente, la più bella, la più figa. E due termini che ama usare e di cui ha imparato apposta il significato: meravigliosa e indipendente. Meravigliosa, perché ha compreso che é il massimo che si possa dire.

Indipendente. Con questa parola ti sta dicendo tante di quelle cose…che te la invidia questa indipendenza, che te la sta togliendo, che vuole tu creda ancora di averla, che DEVI mantenerla: da tutti tranne che da lui.

E lo so. Lo so che, in quei pensieri incastrati, affiora il ghigno: quello che hai visto per un attimo al momento dello scarto, allora attribuendolo ad altro. Ora sai che era piacere, il piacere perverso nell’indurti il feroce dolore.

E lo so, lo so che vai a ritroso, e andando a ritroso capisci. Di essere stata intercettata, studiata, intrappolata. Sai, ora sai, di non esserti innamorata per caso, quel giorno, proprio di lui. E sai che ha fatto lo stesso con l’altra, per mesi. Mentre ti denigrava sempre di più che tanto ormai ti avrebbe scartato. Sai anche che, molto probabilmente, le ha lasciato credere che fosse lei a decidersi.

Questo è quello che sai di sapere. Ora.

Amica mia. Però. Molto altro tu sai, nonostante il molto altro resti soffocato sotto il peso dei pensieri incastrati.

Tu sai, per esempio, che il resto è stato l’inferno. Che a lungo hai DOVUTO sentirti sbagliata per consentirgli di essere PERFETTO.

Tu sai che a lungo non hai saputo trovare le parole perché non sapevi trovare neanche i pensieri.

Tu sai che a lungo non hai potuto esprimere le tue emozioni perché tanto te le avrebbe disapprovate, condannate ed ingabbiate nella sua fredda schifosa logica. E di quelle emozioni ti sei VERGOGNATA.

Tu sai che non hai potuto amare tua madre, tuo fratello, i tuoi amici; tu sai che hai dovuto rinunciare al tuo spazio vitale per darlo in pasto a lui. Alla tua salvifica solitudine, ad una stanza tutta per te.

Tu sai anche che nell’amore, meraviglioso, superlativo, che facevate sentivi la nota stonata. Quel bacio meccanico, sempre uguale a se stesso, insoddisfacente. Perché fare l’amore si può imparare ma l’umanità no.

Tu sai che non hai nessuna colpa, perché essere umana non può essere una colpa.

E tu, amica mia, sai che lui è un morto che cammina , un vampiro, destinato all’infelicità eterna. Un involucro intorno a un vuoto orripilante, spaventoso, agghiacciante.

Tutte queste cose, e molte altre sai. E queste devi pensare.

Ma, amica mia, non a lungo.

Perché molte altre sono le cose che forse tu ancora non sai.

Quello che non sai è che stai diventando una Donna stupenda, responsabile e consapevole. Un essere umano intero, finito in sè, definitivamente libero e indipendente. Che si basta, che si ama, che si è perdonata. Che si è capita. Che è passata attraverso un dolore che le ha insegnato chi è. E cosa vuole. E che per avere quel che vuole avrà bisogno di chiedere solo a se stessa. Estremamente potente. Una guerriera di luce. Consegnata alla felicità eterna. In grado di affrontare e superare qualunque sfida. Costantemente aperta e pronta al cambiamento. Pregna di un amore continuamente alimentato, nutrito dalle infinite risorse che la abitano. Invincibile.

Perciò, amica mia, ti scrivo.

Perció, amica mia, ti amo.

2 pensieri su “Lettera ad un’amica ex dipendente affettiva

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